Curarli fin da piccoli

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Settore in espansione, investimento contenuto rispetto alla redditività, sostegno all’affiliato durante l’avvio.

«Naturhouse ha iniziato il suo sviluppo italiano nel 2006, periodo in cui la crisi non era così forte, ma la situazione economica non era comunque florida.

In soli cinque anni siamo riusciti a creare una rete di 400 punti vendita, il 90% dei quali in franchising».

Così descrive la situazione della sua azienda Raffaello Pellegrini, amministratore delegato di Naturhouse. «Tre i principali fattori di successo» prosegue. «In primis un settore, quello della nutrizione e della dietetica, in grande espansione poiché, per varie ragioni, il sovrappeso sta raggiungendo un profilo pandemico.

In secondo luogo l’investimento contenuto rispetto alla redditività ha consentito a molti giovani neoimprenditori (90% donne) di affiliarsi con risorse proprie o piccoli finanziamenti.

Infine la tipologia stessa del franchising, che non prevede fee d’ingresso né formula “chiavi in mano”, ci “costringe”, per poter recuperare il nostro investimento iniziale, a seguire gli affiliati a 360 gradi, fino a quando non si conclude la fase di startup e l’investimento comincia a dare all’affiliato i suoi frutti».

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