Imprenditore per passione

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Da semplice promoter per un grande operatore telefonico a imprenditore due volte. Un percorso fondato sulla determinazione e su un incontro con le persone giuste.

Negozi in franchising iStore Pineapple: accessori, riparazioni, rigenerazione smartphone e tablet.

 

Se c’è una cosa che a Giuseppe Loiacono non manca è l’entusiasmo.

Del resto, direte voi, se non c’è entusiasmo a 27 anni, quando ci deve essere? Vero, ma un conto è la passione, per esempio, per un gruppo rock, e un altro è mettere altrettanto trasporto in campo imprenditoriale.

Giuseppe è un bell’esempio di (giovane) uomo che si è fatto da sé, percorrendo in pochi anni la strada dai gradini più bassi di uno dei maggiori operatori telefonici, fino a prenderne in carico un’agenzia in franchising tutta sua.

E oggi ha raddoppiato, aprendo nel marzo scorso un negozio a marchio iStore Pineapple a Genova, in via Alfredo D’Andrade, nella zona commerciale di un quartiere importante come Sestri Ponente.

Cosa l’ha spinta ad allargare così presto i suoi orizzonti?

«Il mio percorso lavorativo credo parli da sé: non sono certo uno che si accontenta. Una volta avviata l’agenzia telefonica, avevo già tutte le intenzioni di diversificare le mie attività. In particolare ero alla ricerca di una proposta, sempre nel settore della telefonia, su cui investire. L’idea di base era quella di utilizzare l’esperienza che avevo acquisito e riversarla in una nuova impresa. Il problema era solo quello di trovare la proposta giusta».

Di sicuro non ha aspettato che arrivasse da sola.

«Ovviamente no. Ho svolto parecchie ricerche, anche da lettore di Millionaire, e ho vagliato diverse proposte in questo ambito. Dopo averne scartate un buon numero, ho finalmente puntato il mio interesse su iStorePineapple».

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Quali aspetti hanno orientato la sua scelta?

«Il primo impatto, naturalmente, è stato con l’immagine, che mi è subito piaciuta, e credo sia un aspetto da non sottovalutare. Dal punto di vista operativo, però, il fattore decisivo è lo specifico commerciale del format, che prevede un insieme, a mio avviso vincente, tra la vendita di accessori e l’assistenza tecnica. Un connubio non così comune tra le proposte in franchising oggi esistenti».

Come è stato il primo contatto con i titolari?

«Splendido, si può dire che abbia costituito il momento della decisione finale. Al termine ho detto loro che ci avrei pensato, ma la verità è che avevo già deciso. Il fattore determinante è stato il fatto che, prima ancora di incontrare un’azienda, ho incontrato persone serie, schiette e con le idee chiare. Un’esperienza nuova per me, che provenivo da rapporti con una grossa realtà, in cui l’incontro è, necessariamente, più impersonale».

Cosa ci può dire degli inizi?

«Intanto posso dire con soddisfazione di essere stato il primo a contattare l’azienda per l’affiliazione. Non il primo ad aprire, perché, proprio per il mio carattere piuttosto esigente, ci ho messo parecchio tempo a trovare la location giusta. Volevo assolutamente partire con le migliori condizioni possibili, prima fra tutte la posizione del negozio. Per il resto, posso dire che è stata un’esperienza molto stimolante e divertente. Loro erano ancora nelle prime fasi dello sviluppo, ma avevano già le idee chiarissime. Si può dire che abbiamo fatto un percorso insieme, confrontandoci di continuo per trovare le soluzioni più valide. E credo che ci siamo riusciti. Sicuramente molto preziosa è stata la loro trasmissione del know-how, soprattutto nei confronti del personale. Un know-how serio, maturato sul campo e non teorico, quindi doppiamente efficace».

Il primo bilancio?

«Positivo. La clientela risponde, anche perché tra i nostri punti di forza, oltre all’ottima qualità dei prodotti, c’è la rapidità dell’assistenza: se il pezzo di ricambio è disponibile, entro sei ore abbiamo pronto l’apparecchio. Attualmente gli introiti del negozio sono costituiti per il 60% dall’assistenza e il resto dalla vendita di accessori. Che è proprio quello che volevo, poiché l’assistenza ha margini superiori. Il risultato è che, realisticamente, prevedo di rientrare dell’investimento entro un anno». Altro da dichiarare? «Due cose. La prima è che desidererei che la rete si sviluppasse più rapidamente. I titolari di iStore sono giustamente molto esigenti nella scelta degli affiliati, ma un pochino di flessibilità in più non guasterebbe. In questo modo si velocizzerebbe un circuito virtuoso di rafforzamento reciproco tra rete nel suo insieme e affiliati singoli. La seconda, che, vi assicuro, viene dal profondo del cuore, è che consiglio caldamente a chiunque voglia entrare nel franchising di esaminare questa opportunità. Lo merita veramente».

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