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A scuola di franchising

Il responsabile sviluppo franchising è un mestiere che richiede competenza e professionalità. E soprattutto, sapere di cosa si sta parlando.

Arturo Folletti ha un glorioso passato di venditore porta a porta.

Pluridecorato al merito dalla sua azienda, nota casa editrice di enciclopedie multimediali, ha poi dovuto lasciare la professione per dolori alla gamba, quella che usava per tenere aperta la porta d’ingresso delle abitazioni delle casalinghe di tutta la Romagna, che alla lunga ha risentito delle numerose botte ricevute.

Le sue indubbie capacità gli sono immediatamente valse una proposta di lavoro da parte di un emergente franchisor, Pazzi e Mazzi, marchio nel settore gadget e fiori finti. Folletti si è buttato a capofitto nel suo nuovo ruolo di responsabile sviluppo franchising, ma ha incontrato subito qualche difficoltà.

Innanzi tutto non ha più trovato le porte delle case e così ha cominciato a costruirsele lui. Poi è andato in astinenza da casalinghe, visto che i candidati al franchising erano tendenzialmente dei rudi commercianti. Infine, il problema più grande è che lui pensava di dover vendere i gadget e i fiori, mentre invece il suo ruolo richiedeva di vendere il franchising.

Lui il franchising non lo ha mai visto né conosciuto e poi, tra l’altro, le cose straniere non gli sono mai piaciute. Ma, da venditore di razza, non si è lasciato abbattere.

Ha cominciato a vendere le porte ai commercianti, i gadget Pazzi e Mazzi alle casalinghe, il franchising al franchisor, se stesso a ogni offerente…

La morale

Ruolo e funzioni del responsabile sviluppo franchising sono ben definite ma, dalle nostre parti, spesso prevale il pressapochismo di franchisor dilettanti.

dal Manuale del Frankenstein, 
di Saverio Savelloni, ed. Fasullo