Franchising all’estero: espandere la rete, prospettive e opportunità

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franchising estero

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Vuoi aprire o espandere un’attività in franchising all’estero? Scopri in che modo elaborare una strategia di sviluppo e le formule a disposizione.

ll franchising internazionale consente ad un franchisee di utilizzare le procedure, il know-how e il modello di business autorizzati dal franchisor per avviare la propria attività all’estero. Secondo questa definizione, un franchising di ristoranti può concedere ad un affiliato menu, procedure, stile, marchio, ecc. 

Questa tipologia di accordo ha l’obiettivo aiutare a migliorare la visibilità del brand e produrre entrate extra in un nuovo Paese: ma come può un imprenditore decidere se questa è davvero la strada giusta per la propria azienda?

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Obiettivi di un franchising all’estero

Lo scopo del franchising internazionale è quello di commercializzare i beni e servizi di un’azienda oltre i confini nazionali. Può essere vista come una strategia di crescita, che permette all’affiliante di controllare la sua espansione limitando i propri investimenti di capitale, poiché l’affiliato si assume tali costi ed eventuali rischi. In questo modo si crea una rete di punti vendita che ampliano sia il mercato che la clientela. 

Come in tutte le imprese, esistono vantaggi e svantaggi sia per il franchisor che per il franchisee, inoltre non è garantito che il franchising internazionale funzioni con tutti i modelli di business.

Vantaggi nello sviluppare la propria rete di franchising

Per il franchisor, i vantaggi includono una più semplice espansione mondiale del proprio business, mentre la proprietà da parte dell’affiliato di solito si traduce in una maggiore motivazione e in una migliore selezione del personale. Tuttavia, una parte di controllo dovrà essere consegnata al franchisee, compresa la gestione del punto vendita e la catena di fornitura, a cui l’affiliante dovrà rinunciare.

Perché aprire all’estero in franchising

Per il franchisee internazionale, il primo vantaggio consiste nel diventare un imprenditore utilizzando degli strumenti di successo già collaudati. Il franchisor fornisce il marchio, il business plan, i processi e le linee guida e offre formazione ai franchisee una formazione continua.

Il franchising inoltre offre maggiori possibilità di successo rispetto ad un punto vendita indipendente ed è generalmente più facile ottenere del capitale grazie al tasso di successo di un franchising esistente. Tuttavia, in un accordo di questo tipo, è il franchisor che prende le decisioni per il franchising.

Il franchising aziendale internazionale offre quindi l’opportunità di crescere nei mercati globali, soprattutto quando si offre un nuovo prodotto o servizio che non è attualmente disponibile in quella nazione. Occasionalmente esistono anche dei benefit in termini di regolamentazione e tasse. Affidare un franchising ad un individuo locale può anche aiutare a integrare il modello di business originale in una nuova cultura.

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Esportare il franchising all’estero: le formule previste

Concedere la possibilità di esportare un franchising a livello internazionale dipende dagli obiettivi, dal modello di business e dalle risorse dell’imprenditore. 

In Europa, il franchising prevede una collaborazione continuativa tra franchisor e franchisee, mentre negli USA la dotazione di un pacchetto di diritti relativi al modello di business viene concessa in uso al franchisee locale, che ha quindi la piena responsabilità della replica ottimale del modello. 

Innanzitutto, per avviare un piano di espansione internazionale, si dovrà impostare un modello di business sperimentato per un periodo idoneo a decretarne il successo, prima di essere proposto ad investitori terzi. 

Una volta consolidato, l’azienda che decide di espandersi a livello internazionale mediante una rete in franchising potrà scegliere tra diverse formule, che variano a seconda delle caratteristiche del mercato e del livello di rischio e di controllo da gestire. 

Master franchising

Questa formula vede la presenza di un partner che abbia la licenza di master per l’intero Paese o per un’area definita dal piano di distribuzione internazionale. Questa figura avrà la licenza di sviluppare la zona assegnata agendo in vece della casa-madre. Promuoverà difatti la formula imprenditoriale in franchising stipulando un contratto di sub-franchising direttamente con imprenditori terzi. 

In questo caso, il franchisor dovrà aver definito preliminarmente il business plan, il modello operativo, delle regole contrattuali specifiche e la relativa documentazione per il master franchisee, così come fa per un franchisee single-unit.

Area development

Prevede la stipula di un contratto di franchising con un partner locale. Questo, secondo un piano concordato, si impegna a sviluppare nell’area-obiettivo mediante l’apertura diretta di punti vendita.

Anche in questo caso è necessario creare un modello di franchising dedicato a tale tipologia di partner, che non può coincidere con quello della singola unità. 

Tale formula di franchising internazionale è più adatta ad aree che presentano delle specificità tali per cui è più conveniente affidare tutta la distribuzione locale ad un soggetto particolarmente qualificato. 

Accordo con area representative

L’ultima opzione prevede l’accordo con un rappresentante di area, al quale vengono delegate le funzioni di promozione del format e la selezione dei franchisee, nonché la successiva gestione della rete e dei servizi correlati, come assistenza e formazione.

Queste possono anche essere più limitate a seconda degli obiettivi della casa-madre, che dispone di un maggior controllo della rete locale. I contratti di franchising vengono infatti stipulati direttamente tra il franchisor ed i franchisee.